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Instabilità di spalla: Valutazione TC con il metodo “PICO” del deficit osseo glenoideo PDF Stampa E-mail
Area diagnostica

La valutazione delle lesioni ossee della rima glenoidea, come difetto osseo cronico (bone loss), ha assunto negli ultimi anni un'importanza crescente.

Infatti diversi studi hanno messo in evidenza come un'elevata percentuale di pazienti con instabilità di spalla cronica presentino difetti ossei glenoidei e come tali difetti ossei siano la causa del fallimento del trattamento di stabilizzazione artroscopica delle instabilità (1-3).
Il principale obiettivo nello studio delle lesioni ossee della rima glenoidea è valutare il grado di difetto osseo e definirne la severità oltre una certa percentuale di perdita della superficie globale della glena; in questo caso l'intervento di trasposizione coracoidea a cielo aperto è preferito al trattamento artroscopico del complesso capsulo-labiale (1,3,4).

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Marzo 2009 20:52
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Il deficit osseo glenoideo: come identificarlo e quantificarlo con studio TC dedicato PDF Stampa E-mail
Area diagnostica

rx.jpgNegli ultimi anni si è reso evidente un'interesse crescente riguardo le lesioni ossee della rima glenoidea, sia come fratture acute (Bony-Bankart) che come difetto osseo cronico nella instabilità (bone loss). Questo fatto deriva da tre principali rilevazioni clinico-statistiche: una significativa incidenza di Bony-Bankart dopo prima lussazione, una elevata percentuale di difetti ossei glenoidei nelle instabilità croniche e infine dalla stretta relazione tra difetto osseo e percentuale di recidiva dopo intervento di stabilizzazione artroscopico.

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Maggio 2008 12:57
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Evaluation of glenoid bone loss. PDF Stampa E-mail
Area diagnostica

In recent years, we have witnessed increased interest in bony lesion of the glenoid rim as acute factor (bony Bankart) and as a chronic bone defect in instability. This interest derives from three main clinical and statistical finding: a significant incidence of bony Bankart lesion after a first dislocation, a high percentage of glenoid bone defects in chronic instability, and, finally, a close relationship between bone defect and incidence of recurrence after arthroscopic stabilization.

We are in fact agree on determining glenoid bone defect that exeeds 15 - 20% as the main contraindication to arthroscopic stabilization.

Despite the importance of determining, localizing and measuring the glenoid bone lesion, at present, the literature does not report simple and accurate methods capable of providing such important data when it comes to choosing between arthroscopy or open surgery with bone graft.

It is the purpose of our study to describe a simple and accurate CT method in determining and calculating glenoid bone defect in term of an area (expressed in mm 2) or in term of surface percentage.

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Maggio 2008 17:22
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