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Instabilità di spalla: Valutazione TC con il metodo “PICO” del deficit osseo glenoideo PDF Print E-mail
Area diagnostica

La valutazione delle lesioni ossee della rima glenoidea, come difetto osseo cronico (bone loss), ha assunto negli ultimi anni un'importanza crescente.

Infatti diversi studi hanno messo in evidenza come un'elevata percentuale di pazienti con instabilità di spalla cronica presentino difetti ossei glenoidei e come tali difetti ossei siano la causa del fallimento del trattamento di stabilizzazione artroscopica delle instabilità (1-3).
Il principale obiettivo nello studio delle lesioni ossee della rima glenoidea è valutare il grado di difetto osseo e definirne la severità oltre una certa percentuale di perdita della superficie globale della glena; in questo caso l'intervento di trasposizione coracoidea a cielo aperto è preferito al trattamento artroscopico del complesso capsulo-labiale (1,3,4).

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Marzo 2009 20:52
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Indicazioni  post-operatorie per pazienti operati per instabilità di spalla PDF Print E-mail
Area pazienti

Tutore ortopedico tipo should-top per 30 gg con arto in posizione neutra

Visita fisiatrica urgente presso usl o contattare centro riabilitativo di fiducia

Cauta mobilizzazione attiva auto gestita dal paziente in abduzione fino a 45° e in intrarotazione per i primi 20 gg

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Marzo 2009 19:18
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Indicazioni post operatorie patologia di cuffia PDF Print E-mail
Area pazienti

Tutore ortopedico tipo should-top per 30 gg con arto in posizione neutra

Visita fisiatrica urgente presso USL residenza o contattare centro riabilitativo di fiducia

Noleggiare se indicato alla dimissione mobilizzatore passivo continuo ( kinetec ) per 15 gg

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Ottobre 2009 18:38
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Tendinopatia calcifica PDF Print E-mail
Area chirurgica

Definizione

figura1.jpgChi è responsabile della deposizione di calcio nel tendine?

Vescicole della matrice

Fanno parte della famiglia delle vescicole sinaptiche, dei lisosomi...
Sono il sistema di trasporto intra ed extracellulare.
In particolare le vescicole della matrice sono state scoperte da Anderson e Bonucci nel 1967 e sono specializzate nell’iniziare la fisiologica mineralizzazione della matrice extracellulare in diversi tessuti (dentina, osso etc.). Durante la apoptosi cellulare si rendono disponibili una maggiore quantità di ioni fosfato e ioni calcio a livello della membrana plasmatica che vengono trasportati dalle vescicole assieme ad una proteina (annexina) nella matrice extracellulare attivandone la mineralizzazione.

"Gohr CM. Connect Tissue Reserch 2007 Calcific Tendonitis: a model
Kirsch T. Critic Rev Eukariot 2008"

 

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Settembre 2008 20:42
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Acromion-claveale distale PDF Print E-mail
Area chirurgica

Acromion Claveare è una diartrosi costituita dall’1/3 laterale della clavicola e dal margine mediale dell’Acromion. Inizialmente fino ai 17 anni le superfici sono rivestite da cartilagine jalina che viene poi sostituita trasformandosi in una fibrocartilagine.

Le dimensioni medie nell’adulto sono di 9x19 mm. anche se vi sonno notevoli variazioni delle superfici come riportato da alcuni Autori (1). Ad esempio se si considera l’inclinazione verticale dell’articolazione, questa può essere molto verticale o presentare un’inclinazione dal basso verso l’alto con la clavicola che sovrasta l’acromion anche fino a 50°(50% dei casi). Il tipo verticale è stato messo in relazione con la maggior predisposizione, dopo un trauma, a produrre disturbi.

Ultimo aggiornamento Domenica 08 Marzo 2009 17:22
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Instabilità atraumatica della gleno omerale (MDI) PDF Print E-mail
Area chirurgica

La stabilità articolare della spalla è il risultato dell'interazione di numerosi fattori. Fra questi possiamo considerare degli elementi strutturali statici, come il cercine glenoideo, i legamenti gleno omerali, l'intervallo dei rotatori ed il legamento coraco-omerale, la capsula articolare, la versione glenoidea e la morfologia della glenoide, il liquido e la negatività della pressione intrarticolare (adaesion-coesion) e degli elementi dinamici rappresentati principalmente dai muscoli scapolo omerali (in particolare la cuffia dei rotatori) e dai muscoli scapolo toracici (ritmo scapolo omerale).

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Marzo 2009 21:20
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Artroscopia della spalla: tecnica di base PDF Print E-mail
Area chirurgica

Per eseguire una attività di chirurgia artroscopica di spalla è necessario che tutto il team chirurgico sia istruito in maniera adeguata... e che alle prime difficoltà non molli!

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Maggio 2008 20:44
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Acromionplastica PDF Print E-mail
Area chirurgica

Il percorso che ha portato all’esecuzione di acromionplastica selettiva artroscopica, o meglio “decompressione sub acromiale”, inizia verso la fine degli anni ’30 con la descrizione di acromiectomia completa (Watson-Jones ’39; Armstrong ’49 e Hammond ’42), radicale (Smith-Petersen),e laterale (Mc Laughlin). Proposta pure una osteotomia di abbassamento della glenoide (Stamm ’62). Si inizia poi a parlare tra il ’60 e il ’70 della S. del legamento coraco acromiale (C.-A.) (Bateman; Pujadas) per giungere quindi a Neer nel ’72, che evidenzia la responsabilità dell’1/3 anteriore dell’acromion, del legamento C.-A. e dell’articolazione acromion claveare nella sindrome da conflitto sub-acromiale, il quale trattamento era l’acromionplastica anteriore. Neer riporta a tal riguardo una revisione casistica (on the disavantage of acomionectomy: Neer C.:J.B.J.S, 1981) di un’elevata percentuale di fallimenti in casi di acromiectomia e nel ’85 pone la definizione di restringimento del defilè del sovraspinoso.

Ultimo aggiornamento Domenica 08 Marzo 2009 17:17
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Lesioni parziali di cuffia PDF Print E-mail
Area chirurgica

L'artroscopia ha migliorato la nostra capacità di diagnosi e trattamento della patologia di cuffia in particolare delle lesioni parziali di cuffia. 

La definizione corretta di lesione parziale di cuffia presuppone l'assenza di comunicazione tra spazio articolare e sub-acromiale e la localizzazione a tre livelli: bursale, articolare e intratendineo.

L'incidenza di queste lesioni è difficile da quantificare sia per la possibilità di essere asintomatiche sia per l'evolutività verso la lesione completa: Codman nel 1934 aveva individuato tra quattrocento spalle dolorose circa cento lesioni parziali e Fukuda su duecentoquarantanove cadaveri osservò il 7% di lesioni complete e il 13% di lesioni parziali in prevalenza articolari e intratendinee(1,2).

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Maggio 2008 12:40
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